Avete mai notato, sul fianco del vostro pneumatico, un insieme di numeri e lettere, apparentemente senza alcun significato? Ecco, si tratta della stringa DOT. È una sigla piuttosto tecnica, stampata sul fianco dello pneumatico, che non è poi così incomprensibile se si hanno gli strumenti giusti per decifrarla. Con poche semplici nozioni, il codice DOT può diventare una vera carta d’identità che permette di capire data di produzione pneumatici, origine e conformità del prodotto. Saperla leggere è un piccolo gesto che può fare una grande differenza.

Cos’è la stringa DOT

Drive On Track? Distance Of Traction? Dietro Ogni Traiettoria? Niente di tutto questo.

DOT è l’acronimo di Department of Transportation, l’ente statunitense che ha introdotto questo sistema di marcatura per certificare che lo pneumatico rispetti determinati standard di sicurezza. Oggi la stringa DOT è presente su tutte le gomme omologate per la circolazione e rappresenta un riferimento universale per identificare la produzione, garantire la tracciabilità dello pneumatico e fornire informazioni chiave sulla sua fabbricazione.

Dove trovare e come leggere la stringa DOT dello pneumatico

La marcatura DOT è impressa sul fianco dello pneumatico, vicino ad altre indicazioni come misura e indice di carico. Se vi sembra di non trovarla al primo colpo, non disperate: spesso la parte completa della stringa compare solo su un lato della gomma. Questo significa che, se non risulta subito visibile, potrebbe essere montata verso l’interno del veicolo.
Come leggere la stringa DOT dello pneumatico? Decodificare la dicitura impressa sulla gomma è piuttosto semplice.
Come vedrete, la stringa DOT è composta da più gruppi di lettere e numeri. I primi indicano stabilimento e codice interno del produttore, mentre gli ultimi quattro numeri sono quelli davvero fondamentali per l’automobilista.
Quelle quattro cifre rappresentano la settimana e l’anno di produzione:

  • le prime due cifre = settimana
  • le ultime due cifre = anno

Per esempio, un DOT che termina con 3522 significa che lo pneumatico è stato prodotto nella 35ª settimana del 2022.
Un dato che in pochi conoscono e che, invece, è essenziale per valutare l’età della gomma e stimare una data di scadenza pneumatici anche se non sono stati mai utilizzati.
Non ci credete? Approfondiamo questo aspetto.

Perché la data sulla stringa DOT è così importante

Uno pneumatico non invecchia solo quando rotola e percorre chilometri di strada. Anche ferma in magazzino, la mescola degli pneumatici subisce un naturale processo di invecchiamento. Con il tempo la gomma perde elasticità, si indurisce e può risultare meno prestazionale, soprattutto in condizioni critiche o sul bagnato.
È innegabile ed intuitivo che, come per qualsiasi altro prodotto industriale, le prestazioni di uno pneumatico dipendano molto dalle condizioni di conservazione e dall’età del prodotto stesso. Facendo un esempio pratico: due gomme identiche, entrambe ancora ferme e intonse, ma con anni di differenza, possono comportarsi in modo molto diverso su strada.
Da un semplice codice alfanumerico, ad un indicatore chiave per la sicurezza: la stringa DOT è la carta d’identità del prodotto, un elemento critico in grado di definire la data di produzione pneumatici e, quindi, la loro naturale data di deperimento.

Dopo quanti anni uno pneumatico è da cambiare?

Non esiste una data di scadenza pneumatici universalmente valida, ma i principali produttori, leader di settore, convergono su alcune buone pratiche:

  • dopo 5 anni è consigliato far controllare le gomme da un professionista, anche in caso di inutilizzo;
  • dopo 10 anni dalla produzione è generalmente raccomandata la sostituzione, anche se il battistrada sembra ancora buono. La mescola dello pneumatico potrebbe essere compromessa e, con lei, l’aderenza e l’elasticità del prodotto potrebbero venire meno, compromettendo sicurezza e prestazioni anche in assenza di usura visibile.

Dopo quanti anni uno pneumatico è da cambiare?

Dovete cambiare gli pneumatici? Date uno sguardo alla data di scadenza: uno degli errori più comuni è pensare che “nuovo” significhi automaticamente “recente”, quando, in realtà, uno pneumatico può essere stato prodotto mesi (se non anni) prima della vendita.
Ecco alcune dritte pratiche per non sbagliare:

  • controllare sempre la stringa DOT prima del montaggio;
  • preferire gomme con meno di 2 anni dalla data di produzione;
  • diffidare di pneumatici molto scontati che hanno un DOT troppo vecchio;
  • verificare che la conservazione sia stata corretta (in ambiente fresco e asciutto).

Affidati sempre ad un rivenditore professionale e di fiducia, che non avrà problemi a rispondere a tutti i dubbi ed a mostrarti la stringa DOT al momento dell’acquisto e prima del montaggio.

DOT cancellato o illeggibile: cosa significa

Se la stringa DOT è abrasa o illeggibile, è un campanello d’allarme. La normativa richiede che la marcatura sia presente e leggibile: in caso contrario potresti avere tra le mani uno pneumatico non conforme o troppo usurato.
In questi casi il consiglio è solo uno: meglio non montarlo e chiedere chiarimenti al gommista.
In sintesi, il controllo DOT, prima e dopo l’acquisto, dovrebbe diventare un’abitudine.
Controllare la pressione dello pneumatico richiede pochi minuti, leggere il DOT ne richiede ancora meno: inserirlo nella routine, magari in parallelo rispetto al cambio gomme stagionale, significa guidare con maggiore consapevolezza e ridurre il rischio di brutte sorprese, soprattutto su pioggia e lunghe percorrenze.

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